
Al Reverendo / Don Sebastiano Tori, / Segretario particolare di Sua Em.za Rev.ma / il Card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e / presidente della «Conferenza Episcopale Italiana», / Circonvallazione Aurelia, 50 – 00165 ROMA / Via: segreteria.arcivescovo@chiesadibologna.it (tel. 051 6480786 ) / E, p.c. Via: segrgen@chiesacattolica.it
Coi di Zoldo, 12 marzo 2025, / anniversario dell’incoronazione di Pio XII
Oggetto: Cortese richiesta di appoggio, da parte del card. Zuppi, alla lettera mandata alla presidente del Consiglio dei Ministri il 18 febbraio 2025, sul ripristino degli effetti civili di alcune festività religiose.
Reverendo Confratello,
una persona sinceramente cattolica, qual è il sig. Paul Berger di Bolzano, è stupita e rattristata dal fatto che il ripristino degli effetti civili di alcune festività non venga preso in considerazione da chi, mosso da autentico spirito pastorale, dovrebbe invece aversene fatto già da tempo punto di onore.
Lo stupore e la tristezza del sig. Berger, abituato alla tradizione di serietà dell’Impero asburgico e non alle pazzie, alle ipocrisie e ai voltafaccia di un’Italia frutto della Massoneria internazionale (alla quale la sua Terra è stata annessa forzatamente solo un cent’anni fa), sono ben comprensibili. Poiché egli rappresenta, fuori dubbio, una vasta fascia della popolazione della sua Terra e dell’intera catena delle Alpi (e non solo), non tenerne conto, come sinora si è fatto, sarebbe perciò da irresponsabili.
Mosso da fiducia e confidenza, una settimana fa egli mi ha inviato copia del messaggio che Lei, reverendo, gli ha spedito il 27 febbraio e dice: «Buongiorno signor Berger, / come già avevamo visto, tutti rimpallano l’argomento tra la CEI e il Vaticano. / Io riporto il tutto all’attenzione del Cardinale Zuppi, ma temo che non si esca dallo stallo… / Saluti. / don Sebastiano».
Questo breve messaggio mostra e prova che Lei non ha affrontato la questione; e si è limitato a un riscontro di cortesia, che, tra l’altro, definire tale è dire troppo, perché esprime una specie di sua archiviazione, rimpallandola a chi vorrà «raccogliere la palla» ma che neppure Lei sa chi potrebbe essere.
Ciò che Lei dice è sbagliato. Infatti:
1) La situazione di stallo, di cui parla, non è oggettiva ma soggettiva, di Lei e di quanti come Lei dribblano la questione, infischiandosene di darle la giusta, doverosa e auspicata risposta. Lo stallo è Suo, nella Sua testa, non nella realtà dei fatti; lo stallo è dei vescovi d’Italia e del loro capo Zuppi, che finora di questa questione se ne sono altamente rimpallati (lo riconosce anche Lei).
2) Per tale ripristino degli effetti civili non è neppure necessario, in alcun modo, un assenso della C.E.I. o della Santa Sede; esso sarebbe necessario se riguardasse festività sulle quali ora come orafosse in atto un accordo, ma così non è. Ed è proprio per tale motiv che il 18 febbraio 2025 scrissi all’on. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri, una lettera (probabilmente l’ha vista) le cui ultime espressioni sono:
« Si potrebbe osservare e in qualche modo obiettare che, a tal fine, sarebbe necessario un accordo con la Santa Sede. Questo non è assolutamente vero! Se, infatti, alcune festività possono essere concordate tra la Repubblica e la Santa Sede, come da accordo (con protocollo addizionale) firmato a Roma il 18 febbraio 1984 e ratificato con legge 25 marzo 1985, n. 121 (GU 31 dicembre 1985, n. 306), non è detto da alcuna parte che alcune festività non possano essere tali, anche per gli effetti civili, su esclusiva iniziativa della Repubblica; il che, in effetti, già avviene ed è avvenuto per alcune feste proprie della Repubblica. In questo caso, tra l’altro, un accordo con la Santa Sede non solo non è necessario, ma sminuirebbe il significato pieno del provvedimento normativo che verrebbe adottato, riducendolo ad una specie di soluzione patteggiata, mentre esso ha senso come iniziativa libera, indipendente e convinta del Governo italiano, messa in atto nell’interesse nazionale; il che sufficit. »
La invito pertanto, cortesemente, a ricordare a Sua Eminenza questa aspettativa, tra l’altro estremamente semplice, affinché appoggi l’accennata lettera alla Meloni e la questione sia risolta.
Laudetur Iesus Christus!
don Floriano Pellegrini
Membro della Société européenne de culture / Via Belina, 16/c / 32012 VAL DI ZOLDO (BL) / Via: 2016.baliato.daicoi@gmail.com
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